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Tecniche di Counseling I

Il Counseling in ottica sistemico-relazionale

 

1) La presentazione del corso (ovvero "quale contesto")

  • La presentazione dei partecipanti.
  • Le aspettative dei partecipanti.
  • Ricapitolando……(ovvero ”con quale obiettivo”).
  • Introduzione degli argomenti.
  • Perché proprio questo punto di vista? (ovvero “quale metodo”).
  • Il tempo e la frequenza.

Il lavoro del terapeuta sistemico-relazionale inizia dai primi atti costitutivi della relazione terapeutica stessa. L’attenzione agli elementi contestuali è finalizzata fin dall’inizio a modificare il processo che porterà alla diagnosi, dall’etichettamento alla chiamata, attraverso la trasformazione dei significati, ovvero, per utilizzare la terminologia di Bateson, la trasformazione delle cornici e dei contesti.

Il lavoro del counselor sistemico-relazionale si pone come elemento di confronto e facilitazione per il cliente, rispetto ad una generica richiesta di aiuto. Attraverso il raccontarsi e ri-raccontarsi del cliente, coppia, individuo, famiglia che sia, il counselor sottolinea e in parte riordina ciò che viene detto, senza aggiungere nulla, senza interpretazioni. Il counselor aiuta il cliente ad ampliare il proprio punto di vista sottolineando nuove aperture nell’interazione con “il reale” attuale del cliente.

 2) Il primo contatto telefonico

  • La scheda telefonica.
  • Analisi delle sue parti.
  • A cosa serve.
  • Esempi pratici.
  • Quale “ sistema ” convocare.

 3) Il primo colloquio

  • Fasi del colloquio.
  • Ipotesi relazionali sul sintomo e sui comportamenti ad esso collegati.
  • Quali sono le informazioni che andiamo a cercare? (Bateson: è la differenza che produce informazione).

 4) Assiomi della comunicazione

  • Esempi

 5) I nostri punti di riferimento

  • Tecnica dei sistemi.
  • Teoria dei sistemi e panorama delle terapie familiari.
  • Alcuni elementi di “ cosa osservare “.
  • Minuchin e la struttura della famiglia.
  • Haley e il terapeuta nel sistema osservatore-osservato: valutare è intervenire ?
  • L’apertura della scatola nera.

 6) L’atto diagnostico: ordine da rumore

  • La sonda che sta nel cuore dell’osservatore.
  • “ Responsabilità ” sulla costruzione di quanto visto.
  • “ Libertà “ di poter agire nel modo più utile. Il Contratto terapeutico.

 7) Che senso ha parlare di “ normale ” e “ patologico “ ?

  • Lo spazio del “ ripensamento “.

 8) Il concetto di contesto

  • contesto come matrice di significati.
  • Esempi di contesti.
  • Pubblico, privato e…

 9) Il ciclo vitale

  • Presentazione del concetto.
  • Il ciclo vitale della famiglia.

 10) Eventi critici e ciclo vitale

  • Eventi normativi e paranormativi.

 11) Il lutto

12) La depressione

13) Sistemi e sottosistemi

14) Famiglia operatore e adolescenza

15) Le famiglie ricostituite

16) Famiglia operatore ed esempi d’intervento Sistemico-relazionale nell’approccio con anziani

17) Il contributo di L.Cancrini

18) L’intervento con la coppia

19) L’intervento con i disturbi alimentari

20) L’intervento sistemico-individuale

21) Come si conclude l’intervento di counseling

Il percorso svolto rappresenta metaforicamente le azioni agite nell’intervento di counseling: presentazione, accoglienza, contratto, intervento, distacco. I punti raccontati rispetto ad aspetti psicopatologici, tipo “cos’è la depressione” in realtà sono stati inseriti su richiesta di alcuni gruppi. I concetti a cui tengo di più in effetti sono quelli di contesto e di ciclo vitale. Contesto in quanto matrice di significati; ciclo di vita in quanto sottolinea tappe evolutive tanto critiche quanto normali nella vita di individui e famiglie.

Il lavoro con il ciclo vitale consente anche di evidenziare un altro aspetto del lavoro di counseling che si evidenzia in un “chiarimento” della richiesta di aiuto da parte del cliente.

Il lavoro con il ciclo vitale consente inoltre all’operatore di confrontarsi con i propri limiti. Alla luce delle esperienze pratiche riportate, il contesto di riferimento dove gli operatori hanno svolto pratica, spesso si è rivelato a bassa soglia. In questo senso è stata inserita anche l’analisi dei contesti di lavoro: centro pubblico, privato, privato sociale, eccetera.

Non ultima la supervisione con l’équipe di lavoro come protezione per l’operatore.

Per quanto riguarda l’apprendimento in realtà viene utilizzato tutto il possibile a cui attingere con le loro esperienze e che possa aiutarli a pensare. Va bene tutto quello che è cultura: film, libri, mostre d’arte, esperienze, racconti o altro.

In sintesi che li aiuti a pensare a somiglianze e differenze fra sé e l’altro da sé.

In questo ciclo di incontri do per scontato il lavoro autoreferenziale dando più spazio al metaforico setting in quanto so che è affrontato da altri didatti.

 

Bibliografia di riferimento

  • Bateson G. , Mente e natura, Adelphi, 1984.
  • Bateson G., Verso un'ecologia della mente, Adelphi,1976
  • Bateson G., Naven. Un rituale di travestimento in Nuova Guinea, Einaudi, Torino, 1988
  • Bateson G., Una sacra unità, Adelphi, 1997
  • Bateson G. e M. C., Dove gli angeli esitano, Adelphi, 1989
  • Beavin J.H, Jackson D.D., Haley J., Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio,Roma, 1971
  • Boscolo, Bertrando, I tempi del tempo, Bollati Boringhieri, 1993
  • Bowen, Dalla famiglia all'individuo, Astrolabio, 1979
  • Bianco A., Il fenomeno dell’ornitorinco: pensieri di storie, relazioni, differenze, in “Ecologia della mente”, 2/99
  • Caillè  F. , Rey Y., C’era una volta, Franco Angeli, Milano 2007
  • Cancrini L., Il vaso di Pandora, NIS,1991
  • Cancrini L., Pagina letteraria in "Ecologia della mente", Dicembre 1990
  • Cancrini L. , Date parole al dolore, Frassinelli, Milano, 1992
  • Demetrio D. Raccontarsi, l’autobiografia come cura di sé, Cortina 1996
  • Malagoti Togliatti M., Telfner, Dall'individuo al sistema, Bollati Boringhieri, 1993
  • Minuchin S. Lee W. Simon G. , Lavorare con le famiglie, Franco Angeli 1999
  • Rendina G. Counselling e terapia a confronto, in “Ecologia della mente” 1/2008
  • Ugazio V., Oltre la scatola nera, in Ter. Fam., n.16. 1984
  • Whitacker, Napier, Il crogiolo della famiglia,  Astrolabio,1981 
 

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Charles Baudelaire

«L'anima libera è rara ma quando la vedi la riconosci, sopratutto perchè provi un senso di benessere quando gli sei vicino» Charles Baudelaire