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Mobbing

Mobbing

Definizione

Il termine mobbing venne usato per la prima volta da Konrad Lorenz , nell’ambito dei suoi studi etologici; egli definì “mobbing” l’attacco verso un animale da parte di un gruppo di animali più piccoli, allo scopo di estrometterlo dal proprio territorio (Lorenz 1961).

Più tardi, in Svezia, alcuni ricercatori che si occupavano dello studio del comportamento dei bambini usarono questo termine per definire le azioni vessatorie di un gruppo contro un singolo individuo.

All’inizio degli anni ‘80, H. Leymann adottò il termine mobbing per descrivere il comportamento ostile, diretto sistematicamente verso un soggetto da parte di uno o più individui, sul posto di lavoro.

Egli (Leymann 1990) definisce il mobbing come una forma di terrore psicologico che implica un atteggiamento non etico posto sistematicamente in essere, da una o più persone, nei confronti di un individuo che venga a trovarsi in una condizione indifesa e fatto oggetto di una serie di iniziative vessatorie e persecutorie. Queste iniziative devono ricorrere frequentemente (almeno una volta alla settimana) e nell’arco di un lungo periodo di tempo (per almeno sei mesi).

I comportamenti che definiscono il mobbing sono classificati in cinque tipologie (Leymann, 1996):

  • attacchi alla reputazione della vittima

  • attacchi diretti alla possibilità di svolgere i propri compiti lavorativi

  • attacchi contro le opportunità di esprimersi

  • attacchi alla vita sociale

  • coercizioni fisiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Paul Geraldy

«Bisogna somigliarsi un po' per comprendersi, ma bisogna essere un po' differenti per amarsi» Paul Geraldy