IL COUNSELOR NEL SOSTEGNO AL LUTTO

By CSCP

Giugno 4, 2024

Il counseling, nato essenzialmente come aiuto per la crescita personale, sta manifestando e consolidando ampiamente il suo grande valore a fianco delle persone nei momenti più drammatici e dolorosi della loro vita, come ad esempio nel momento di un lutto.

Ritengo di grande rilievo portare a testimonianza esperienze significative in tali contesti che aiutino la nostra comunità di counselor e le persone che non lo conoscono a prendere sempre maggiore consapevolezza del  valore aggiunto che sta emergendo potentemente in questa professione.

A tal proposito riporto un dialogo/intervista con una collega del gruppo Assocare: Cristina Fiore, un gruppo che si occupa del socio-sanitario, in seguito alla condivisione della sua esperienza, ormai consolidata, nel sostegno al lutto.

Puoi indicarci quali motivazioni e percorsi personali ti hanno fatto scegliere di occuparti del lutto?

La morte è stata una compagnia importante della mia esistenza. Mio padre muore il 10 luglio 1992, a 52 anni. A lui devo la mia educazione al lutto.

Brevemente puoi indicarci quali percorsi formativi ti hanno dato solidità e competenza per affrontare questo tema con gli altri?

Direi che ci sono stati vari tipi di percorsi, consolidati da ricerche e letture. Inizialmente lo studio del counseling sulla base dell’analisi transazionale e in seguito con l’approccio centrato sulla persona si è sposato con i miei interessi nell’ambito della narrazione, dello storytelling, della medicina narrativa, di tutti quei campi in cui la parola diventa sostegno. In particolare mi hanno insegnato tanto i corsi sulla narrazione guidata con Nicola Ferrari e l’approccio al lutto perinatale con la dottoressa Claudia Ravaldi di CiaoLapo.

Cosa ti ha aiutato di più nel percorso formativo?

Nel mio percorso formativo, l’approccio centrato sulla persona è stato fondamentale per sviluppare la mia capacità di ascolto e per instillare fiducia nel processo evolutivo delle persone che ho accompagnato.

L’essenza di questo approccio mi ha insegnato a mettere al centro l’individuo, riconoscendo la sua unicità, i suoi bisogni e il suo potenziale. Questo ha creato una base solida per un ascolto autentico, caratterizzato da accettazione incondizionata e rispetto. Grazie a questo tipo di ascolto profondo, ho potuto comprendere appieno le sfide e i bisogni delle persone con cui ho lavorato, creando un ambiente sicuro in cui potevano esprimersi liberamente.

Ho così potenziato la mia fiducia nel processo evolutivo delle persone, nel loro potenziale di crescita e di poter fare scelte consapevoli nel corso del tempo. Questa fiducia nel processo di cambiamento mi ha spinto a essere paziente e rispettosa dei tempi individuali, incoraggiando al contempo l’autonomia e l’autenticità.

Puoi indicare, eventualmente con alcuni esempi, qual è il fulcro dell’intervento di counseling, estrapolandone, se possibile, di volta in volta, il valore?

Il fulcro dell’intervento di counseling nel lutto consiste nel sostenere i clienti nell’espressione e nell’accettazione dei loro sentimenti di dolore, che possono variare ampiamente e possono essere molto complessi. Ad esempio, è comune che chi vive un lutto esperisca sentimenti contrastanti, come rabbia, tristezza, colpa e talvolta sollievo, specialmente se la persona deceduta ha sofferto a lungo. Attraverso l’ascolto attento e l’accoglienza empatica, il counselor facilita un processo in cui il cliente può esplorare liberamente questi sentimenti, trovando man mano un proprio percorso personale verso la rielaborazione del lutto.

Dagli esempi da te riportati emerge chiaramente l’importanza di sostenere il cliente nel contatto con il proprio sentire e della necessità di rispetto e accoglienza incondizionati verso il suo vissuto, qualunque esso sia. Come può il counselor sostenere l’accoglienza incondizionata se emerge dentro di lui una reattività emozionale di disapprovazione o di angoscia che lo travolge?

Per affrontare le reazioni emotive personali, come disapprovazione o angoscia, si richiede al professionista counselor un’attenta navigazione tra la comprensione di sé e il sostegno efficace al cliente. Inizialmente, è fondamentale che il counselor riconosca e accetti la presenza di queste emozioni. Ammettere che tali sentimenti esistono è il primo passo per poterli gestire in modo costruttivo, evitando che influenzino negativamente la relazione di counseling.

Il ruolo della supervisione si rivela qui essenziale, poiché offre uno spazio sicuro e strutturato dove il counselor può esplorare le proprie reazioni emotive con l’aiuto di un supervisore esperto. Questo dialogo aperto aiuta non solo a comprendere meglio le origini di tali emozioni, ma anche a sviluppare strategie per mantenere un atteggiamento professionale e supportivo durante le sessioni di counseling.

Parallelamente, è cruciale per il counselor sviluppare una solida capacità di auto-regolazione. Tecniche come la mindfulness e la meditazione possono essere strumenti preziosi per migliorare la capacità di gestire le proprie emozioni in tempo reale. Questi metodi aiutano a mantenere la calma e la presenza mentale, permettendo al counselor di rispondere alle esigenze del cliente anziché reagire impulsivamente alle proprie emozioni interne.

L’impegno nella riflessione personale permette al counselor di approfondire la comprensione delle proprie vulnerabilità e di come queste possano influenzare il proprio lavoro. Questa pratica continua è vitale per prevenire che tali vulnerabilità si trasformino in ostacoli nella relazione di counseling. Inoltre, stabilire e mantenere confini professionali chiari è essenziale per proteggere sia il counselor sia il cliente, assicurando che la relazione rimanga serena e non sia compromessa da dinamiche personali.

Infine, coltivare un approccio basato sull’empatia e sull’accettazione non giudicante non solo rafforza la capacità di accogliere incondizionatamente il vissuto del cliente, ma crea anche un ambiente più sicuro e aperto. Questo ambiente permette al cliente di sentirsi veramente ascoltato e supportato, promuovendo una maggiore apertura e onestà nel condividere i propri pensieri e sentimenti.

Attraverso questi approcci integrati, il counselor può efficacemente gestire le proprie reazioni emotive, garantendo un sostegno incondizionato al cliente che rispetti il cuore del counseling centrato sulla persona.

Qual è l’obiettivo o meglio la finalità verso cui incamminarsi nel percorso sul lutto?

Nel percorso di counseling sul lutto, la finalità principale è supportare il cliente nel suo processo di elaborazione del dolore, aiutandolo a trovare un nuovo senso e una nuova struttura nella vita dopo la perdita. Questo percorso non mira a “superare” il lutto nel senso tradizionale, ma piuttosto a integrare l’esperienza della perdita in modo tale che il cliente possa continuare a vivere una vita piena e significativa.

Il lavoro si concentra su più aspetti del vissuto del cliente. Primo, facilitare l’espressione delle emozioni, che possono includere tristezza, rabbia, senso di colpa, o confusione. È fondamentale che il cliente si senta libero di esprimere apertamente questi sentimenti in un ambiente accogliente e non giudicante.

Secondo, aiutare il cliente a riconoscere e validare i suoi sentimenti e le sue esperienze. Questo processo di validazione è cruciale perché permette al cliente di accettare la realtà della perdita e di iniziare a adattarsi alla sua nuova realtà senza la presenza fisica dell’amato.

Terzo, il counselor supporta il cliente nell’esplorare e, eventualmente, nel ridefinire i legami con la persona perduta. Questo può includere discutere ricordi, esplorare modi per mantenere un legame simbolico con il defunto, o trovare nuovi significati nei legami esistenti.

Infine, il counselor guida il cliente verso la riscoperta delle proprie forze e risorse interne, che possono essere state messe in ombra dal dolore del lutto. Riscoprire queste risorse può aiutare il cliente a prendere decisioni consapevoli e a perseguire attività che rafforzano il senso di autonomia e scopo.

In sintesi, il percorso di counseling sul lutto si focalizza sull’accompagnare il cliente attraverso la sua esperienza di dolore, supportandolo nel trovare modi per vivere con la perdita in modo costruttivo e significativo, sempre nel rispetto del suo ritmo e delle sue esigenze personali. Questo processo non solo aiuta il cliente a gestire il dolore della perdita, ma promuove anche la crescita personale e l’adattamento alla nuova realtà della vita.

Puoi accennare anche al valore dei percorsi di gruppo?

Partecipare a un gruppo di supporto per il lutto offre numerosi vantaggi, in particolare per quanto riguarda la condivisione delle esperienze personali e il sostegno reciproco. In questi gruppi, le persone che affrontano situazioni di perdita simili possono trovare sollievo nel sapere di non essere sole. La condivisione di esperienze può infatti contribuire a creare un senso di comunità e diminuire il senso di isolamento che spesso accompagna il dolore.

Un aspetto cruciale di questi incontri è la normalizzazione delle emozioni. Ascoltare gli altri membri del gruppo esprimere sentimenti e pensieri simili ai propri può rivelarsi fondamentale per comprendere che le reazioni emotive al lutto sono normali e universali. Questa presa di coscienza aiuta a ridurre la stigmatizzazione e l’auto-giudizio riguardo alle proprie modalità di elaborazione del dolore.

I gruppi di supporto offrono anche conforto e speranza. Le storie di resilienza e i progressi fatti dagli altri membri possono servire da ispirazione e motivazione per continuare il proprio percorso di elaborazione del lutto. Inoltre, è possibile apprendere nuove strategie di coping da chi ha già compiuto passi significativi nel proprio cammino di guarigione, arricchendo così il proprio repertorio di strumenti emotivi e pratici.

L’interazione sociale all’interno del gruppo aiuta a combattere la solitudine, un sentimento comune nel post-perdita. Sentirsi parte di una comunità offre un sostegno fondamentale per chi potrebbe altrimenti sentirsi disconnesso e isolato.

Infine, il ruolo del counselor è quello di facilitare il processo in modo che il gruppo sia percepito come un ambiente sicuro e rispettoso. È fondamentale che ogni partecipante possa sentirsi libero di esprimersi e di essere ascoltato con empatia e senza giudizio. Questa forma di interazione umana, che unisce le persone attraverso le loro esperienze di perdita e la loro comune ricerca di guarigione, è di inestimabile valore.

Per concludere puoi esprimere con poche parole il significato profondo del lavoro sul lutto?

Il lavoro sul lutto è un viaggio profondo di riconnessione con la vita, un processo di trasformazione dove dolore e amore si intrecciano, guidando verso un nuovo senso di esistenza e di appartenenza. È un percorso che onora il passato mentre si apre alla possibilità di un futuro ricostituito, permettendo di integrare la perdita in modo tale che essa diventi parte di un nuovo tessuto personale di significati e scoperte.

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